Gestire una PEP, cioè una persona politicamente esposta, è uno dei punti dell’adeguata verifica che genera più incertezza operativa: la definizione è ampia, si estende a familiari e stretti collaboratori, e la platea è destinata ad allargarsi. Con il Regolamento (UE) 2024/1624 (AMLR), applicabile dal 10 luglio 2027, la nozione di PEP viene ampliata e gli Stati membri dovranno pubblicare l’elenco ufficiale delle importanti cariche pubbliche. Vediamo chi rientra nella categoria, quali obblighi scattano e come organizzarsi senza bloccare il business.
Chi sono le persone politicamente esposte (PEP)
In Italia la definizione è contenuta nell’articolo 1, comma 2, lettera dd) del D.lgs. 231/2007: è PEP la persona fisica che occupa o ha occupato importanti cariche pubbliche. Rientrano, tra gli altri:
- capi di Stato e di governo, ministri, viceministri e sottosegretari;
- parlamentari e membri degli organi direttivi dei partiti politici;
- giudici delle corti supreme o costituzionali le cui decisioni non sono di norma soggette a ulteriore impugnazione;
- membri delle corti dei conti e dei consigli di amministrazione delle banche centrali;
- ambasciatori, incaricati d’affari e ufficiali di alto livello delle forze armate;
- componenti degli organi di amministrazione, direzione o controllo delle imprese controllate da enti pubblici;
- dirigenti apicali di organizzazioni internazionali.
La qualifica non si ferma alla persona: comprende anche i familiari (coniuge o convivente, figli e loro coniugi o conviventi, genitori) e i soggetti con cui la PEP intrattiene notoriamente stretti legami, per esempio chi condivide la titolarità effettiva di una società o un rapporto d’affari rilevante. È proprio questa seconda cerchia, difficile da far emergere con una semplice autodichiarazione, a rendere il controllo complesso.
Una PEP non è un cliente da rifiutare
Lo status di persona politicamente esposta non implica alcun sospetto di reato. La logica, coerente con la Raccomandazione 12 del GAFI, è che l’esposizione politica comporta un rischio potenziale più elevato di corruzione e di abuso di posizione, quindi merita presidi proporzionati. Chiudere in blocco i rapporti con clientela PEP, il cosiddetto de-risking indiscriminato, non è una risposta di compliance: è una rinuncia commerciale che peraltro non riduce il rischio di sistema. Gli Orientamenti EBA sui fattori di rischio di riciclaggio (EBA/GL/2021/02) invitano a graduare le misure in base al profilo concreto: tipo di carica, giurisdizione, natura del rapporto, origine dei fondi.
Le misure rafforzate da applicare
Quando il cliente o il titolare effettivo è una PEP, il D.lgs. 231/2007 impone l’adeguata verifica rafforzata, che si traduce in tre presidi minimi:
- Autorizzazione di livello superiore: l’avvio o la prosecuzione del rapporto va approvata da un soggetto titolare di poteri di direzione o di livello gerarchico adeguato, con decisione tracciata.
- Origine del patrimonio e dei fondi: vanno adottate tutte le misure ragionevoli per accertarla, con evidenze documentali e non con la sola dichiarazione del cliente.
- Controllo costante e rafforzato: monitoraggio più frequente delle operazioni e riesame periodico del profilo di rischio per tutta la durata del rapporto.
Attenzione all’uscita di scena: l’articolo 24, comma 6, del D.lgs. 231/2007 prevede che le misure rafforzate continuino ad applicarsi anche a chi ha cessato la carica pubblica da oltre un anno, se permane un rischio elevato. In pratica lo status non si azzera automaticamente allo scadere dei dodici mesi, serve una valutazione documentata del rischio residuo.
Cosa cambia con l’AMLR dal 10 luglio 2027
- Perimetro più ampio: tra le importanti cariche pubbliche entrano anche i vertici delle autorità regionali e locali con almeno 50.000 abitanti, con un impatto significativo sul mercato domestico.
- Più familiari rilevanti: fratelli e sorelle rientrano tra i familiari delle PEP che ricoprono le cariche di maggior rilievo, come capi di Stato e di governo, ministri, viceministri e sottosegretari.
- Elenchi ufficiali: ogni Stato membro dovrà redigere e tenere aggiornato l’elenco delle importanti cariche pubbliche nazionali, mentre la Commissione europea ne curerà una versione consolidata a livello UE.
Gli elenchi ufficiali sono un vantaggio, perché forniscono un riferimento comune, ma alzano anche l’asticella: sarà più difficile giustificare una mancata identificazione con l’indisponibilità delle fonti.
Cosa fare nella tua azienda
- Aggiornare policy e procedure AML con la definizione estesa di PEP, familiari e stretti legami.
- Rivedere i moduli di onboarding perché raccolgano cariche pubbliche, ruoli dei familiari e relazioni d’affari rilevanti.
- Formalizzare chi autorizza il rapporto e conservare l’evidenza della decisione.
- Standardizzare la documentazione sull’origine del patrimonio e dei fondi.
- Misurare i falsi positivi dello screening: omonimie, translitterazioni e anagrafiche incomplete sono la prima causa di code di lavorazione ingestibili.
- Pianificare il riesame periodico, incluso quello successivo alla cessazione della carica.
Come AegisX ti aiuta
Identificare le PEP a mano, su liste eterogenee e con anagrafiche imprecise, produce troppi falsi positivi e qualche falso negativo, che è il rischio peggiore. Con Monitus automatizzi lo screening di clienti e titolari effettivi su PEP e adverse media, con disambiguazione dei nomi e monitoraggio continuo nel tempo; con Sanction Screening incroci le liste sanzionatorie internazionali sullo stesso flusso di verifica, mantenendo un audit trail pronto per la vigilanza.
Vuoi capire come ridurre i tempi di verifica sulle PEP senza abbassare la qualità dei controlli? Parliamone con il team AegisX.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o di compliance.





