Il 10 luglio 2026 è una data da segnare in agenda per chi si occupa di antiriciclaggio. È il termine entro cui l’AMLA, la nuova Autorità europea per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo con sede a Francoforte, deve trasmettere alla Commissione europea un ampio pacchetto di norme tecniche e orientamenti. Sono le cosiddette misure di Livello 2 e Livello 3: il tassello che trasforma i principi del nuovo Regolamento antiriciclaggio (AMLR) in regole operative e concrete per i soggetti obbligati.
Livello 1, 2 e 3: cosa significano
La normativa finanziaria europea segue un’architettura a più livelli. Il Livello 1 è la norma di base approvata da Parlamento e Consiglio: nel caso dell’antiriciclaggio, il Regolamento AMLR e la sesta Direttiva (AMLD6). Il Livello 2 è composto dalle norme tecniche di regolamentazione e di attuazione (RTS e ITS), atti delegati che dettagliano gli obblighi in modo tecnico e vincolante. Il Livello 3 raccoglie gli orientamenti e le raccomandazioni che guidano l’applicazione pratica delle regole. Insieme, questi livelli compongono il Single Rulebook antiriciclaggio, l’insieme di regole armonizzate valido per tutti i soggetti obbligati dell’Unione.
AMLA livello 2: cosa scade entro il 10 luglio 2026
Il mandato dell’AMLA livello 2 è impegnativo: l’Autorità deve elaborare e sottoporre alla Commissione un numero rilevante di RTS, ITS e linee guida, la maggior parte con scadenza fissata al 10 luglio 2026. Durante la prima parte del 2026 AMLA ha condotto una serie di consultazioni pubbliche sulle bozze di queste norme, raccogliendo il contributo del settore finanziario e non finanziario prima di finalizzare i testi.
Tra i filoni prioritari rientrano in particolare:
- Adeguata verifica della clientela (CDD): quali informazioni raccogliere, quali fonti e metodi di identificazione considerare affidabili, come documentare i controlli.
- Fattori di rischio: i criteri che determinano quando applicare una verifica semplificata o rafforzata, in coerenza con l’approccio basato sul rischio.
- Controlli interni e governance: requisiti minimi per policy, procedure e funzione di compliance dei soggetti obbligati.
- Gruppi e Paesi terzi: misure a livello di gruppo e obblighi aggiuntivi per filiali e succursali stabilite fuori dall’UE.
Attenzione a un punto spesso frainteso: il 10 luglio 2026 è il termine entro cui AMLA deve consegnare le bozze alla Commissione, non la data in cui le regole diventano applicabili. Dopo la trasmissione, la Commissione le adotta come atti delegati o di esecuzione. L’AMLR, il Regolamento di Livello 1, si applica invece a partire dal 10 luglio 2027: è quello l’orizzonte entro cui i soggetti obbligati dovranno essere pienamente conformi.
Cosa cambia per la tua azienda
Anche se il 2027 può sembrare lontano, i dettagli tecnici che emergono ora definiscono già oggi come dovranno essere configurati processi e sistemi. Ecco le mosse concrete da avviare:
- Monitorare i testi finali delle RTS su adeguata verifica e fattori di rischio, per capire dove le procedure interne vanno aggiornate.
- Rivedere il modello di rischio alla luce dei nuovi criteri per verifica semplificata e rafforzata.
- Verificare la qualità dei dati KYC e la tracciabilità dei controlli, in vista di requisiti più stringenti su documentazione e conservazione.
- Preparare l’audit trail: la vigilanza AMLA privilegerà processi spiegabili e documentati.
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Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza legale o di compliance.





