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Linee Guida ANAC whistleblowing: cosa cambia per le aziende

Con la delibera n. 478 del 26 novembre 2025 l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato le Linee Guida ANAC sul whistleblowing relative ai canali interni di segnalazione, pubblicate il 12 dicembre 2025. Non si tratta di un semplice aggiornamento formale: dopo tre anni di applicazione del d.lgs. 24/2023, l’Autorità sposta l’attenzione dalla mera esistenza del canale alla sua effettiva qualità. Con la delibera n. 479, sempre del 26 novembre 2025, ANAC ha inoltre modificato e integrato le Linee guida sulle segnalazioni esterne adottate con delibera n. 311/2023, per allineare i due impianti. Per le imprese soggette agli obblighi, il 2026 è l’anno in cui verificare che il proprio sistema regga a un controllo.

Cosa contengono le nuove Linee Guida ANAC sul whistleblowing

Il documento è stato adottato dopo una consultazione pubblica e con il parere del Garante per la protezione dei dati personali. ANAC approfondisce in particolare cinque profili:

  • il canale interno di segnalazione, le modalità con cui la segnalazione può essere presentata e le ipotesi sanzionatorie;
  • la figura del gestore della segnalazione e le attività che è chiamato a svolgere;
  • i doveri di comportamento del personale, sia nel settore pubblico sia in quello privato;
  • la formazione del personale sui temi del whistleblowing;
  • il ruolo di sostegno che possono svolgere gli Enti del Terzo Settore verso chi segnala.

Il filo conduttore è la coerenza tra impianto normativo e prassi operativa: un canale formalmente attivo ma gestito da una persona in conflitto di interessi, non tracciato o poco conosciuto dai dipendenti non soddisfa la ratio del d.lgs. 24/2023.

Il gestore della segnalazione al centro dell’impianto

Uno dei punti su cui ANAC insiste maggiormente è l’autonomia e l’imparzialità di chi riceve e istruisce le segnalazioni. Il d.lgs. 24/2023 richiede che la gestione sia affidata a una persona o a un ufficio dedicato, con personale specificamente formato, oppure a un soggetto esterno anch’esso autonomo. Le Linee Guida chiariscono i casi pratici che la normativa lasciava aperti, tra cui la sostituzione del gestore in caso di assenza prolungata o di conflitto di interessi, e la gestione delle segnalazioni presentate contemporaneamente a più soggetti.

Restano fermi i tempi previsti dal decreto: avviso di ricevimento alla persona segnalante entro sette giorni e riscontro entro tre mesi dall’avviso di ricevimento. Sono termini che, senza un supporto strutturato, diventano difficili da rispettare in modo documentabile.

Riservatezza, dati personali e sanzioni

La riservatezza dell’identità del segnalante è il cuore della tutela. L’articolo 21 del d.lgs. 24/2023 attribuisce ad ANAC il potere di irrogare sanzioni amministrative pecuniarie da 10.000 a 50.000 euro quando sono state commesse ritorsioni, quando la segnalazione è stata ostacolata o si è tentato di ostacolarla, e quando è stato violato l’obbligo di riservatezza. La stessa sanzione si applica in caso di mancata istituzione di canali di segnalazione o di adozione di procedure non conformi.

Sul piano tecnico, l’acquisizione del parere del Garante privacy conferma che la piattaforma utilizzata deve garantire misure di sicurezza adeguate e piena conformità alla disciplina sul trattamento dei dati personali. Canali improvvisati, come una casella di posta elettronica ordinaria condivisa, difficilmente reggono a questo standard.

Cosa fare adesso nella tua organizzazione

  • Rileggere la procedura interna alla luce delle Linee Guida e aggiornarla dove necessario, verificando la coerenza con il Modello 231 se adottato.
  • Verificare il canale: riservatezza, possibilità di segnalazione in forma scritta e orale, cifratura e tracciabilità delle operazioni.
  • Formalizzare la figura del gestore, il suo sostituto e la procedura da seguire in caso di conflitto di interessi.
  • Documentare la formazione del personale: non è un adempimento accessorio, ma un profilo espressamente trattato da ANAC.
  • Controllare i tempi di avviso di ricevimento e riscontro con evidenze conservate e verificabili.
  • Informare i lavoratori in modo chiaro su come segnalare e su quali tutele si applicano.

Come AegisX ti aiuta

La compliance sul whistleblowing si gioca sulla capacità di dimostrare, in caso di verifica, che il sistema funziona davvero. Con Whistlesafe gestisci le segnalazioni su un canale conforme al d.lgs. 24/2023, con riservatezza dell’identità, dialogo con il segnalante anche in forma anonima, scadenzario dei termini e audit trail completo di ogni passaggio. Quando la segnalazione riguarda soggetti o controparti da approfondire, l’analisi può proseguire con Lensis per ricostruire assetti proprietari e titolare effettivo, integrando la verifica interna con la due diligence sull’esterno.

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Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale o di compliance.